Guida completa alle piscine in vetroresina: forme, tipologie e vantaggi

Le piscine in vetroresina stanno diventando una scelta sempre più popolare per chi cerca un equilibrio tra estetica, facilità di installazione e manutenzione. Grazie alla loro versatilità e durata, rappresentano un’opzione ideale sia per chi desidera una vasca pronta all’uso sia per chi vuole integrare la piscina all’architettura del proprio giardino. In questo articolo esamineremo in dettaglio le caratteristiche, le forme disponibili, le tipologie costruttive e i principali vantaggi delle piscine in vetroresina.

Caratteristiche tecniche delle piscine in vetroresina

La vetroresina, nota anche come fibra di vetro, è un composito formato da fibre rinforzate con resine polimeriche. Questo materiale conferisce alla piscina una struttura monoblocco leggera ma resistente, capace di sopportare sollecitazioni meccaniche e gli agenti atmosferici. La superficie interna è solitamente liscia e non porosa, il che limita l’accumulo di sporco e alghe e facilita le operazioni di pulizia. Inoltre, le finiture sono disponibili in diverse colorazioni e texture che riproducono effetti pietra o marmo.

Resistenza e durata

Le piscine in vetroresina sono trattate per resistere ai raggi UV e agli sbalzi termici. Se installate correttamente e posizionate su una base ben livellata, possono mantenere la loro integrità per decenni. È importante però evitare movimenti eccessivi del terreno o installazioni in zone soggette a forti subsidenze, in quanto la natura monoblocco richiede una base stabile.

Forme e design disponibili

Una delle principali attrattive delle piscine in vetroresina è la varietà di forme e configurazioni disponibili. I produttori offrono modelli standardizzati che spaziano dalle vasche rettangolari classiche a proposte curve, a forma di L, ovali o con ingressi a spiaggia romana. Queste forme predefinite consentono di scegliere rapidamente una piscina che si adatti allo spazio disponibile senza dover progettare una struttura su misura costosa.

Personalizzazioni estetiche

Alcuni produttori consentono di aggiungere elementi come gradini integrati, panca idromassaggio, sedute sommerse e zone prendisole. Le superfici possono essere rifinite con lievi effetti marmorei o con pigmenti per ottenere diverse tonalità dell’acqua, dal turchese profondo al blu intenso, migliorando l’impatto visivo dell’intero giardino.

Tipologie di installazione

Esistono principalmente due modalità di installazione per le piscine in vetroresina: interrate e fuori terra (semi-interrate). Le piscine interrate vengono posate in uno scavo e ricoperte con materiale di riempimento; questa soluzione offre un aspetto più naturale e permanente. Le piscine fuori terra o semi-interrate richiedono meno scavi e possono essere ideali per terreni difficili o per soluzioni temporanee.

Installazione rapida

Uno dei vantaggi concreti è il tempo di installazione: una volta preparata la base, la vasca viene sollevata e posizionata in poche ore, spesso con la possibilità di essere messa in funzione entro pochi giorni. Questo riduce i tempi di cantiere e gli inconvenienti legati a lavori lunghi nel giardino.

Vantaggi delle piscine in vetroresina

Tra i vantaggi principali troviamo la facilità di manutenzione, la minore necessità di prodotti chimici grazie alla superficie non porosa, e la stabilità cromatica che evita il deterioramento del rivestimento. Inoltre, la rapidità di installazione e il costo competitivo rispetto a piscine in cemento o piastrellate le rendono una scelta economica e pratica. La superficie liscia è anche più confortevole al tatto e riduce il rischio di piccole abrasioni.

Efficienza e sostenibilità

Le piscine in vetroresina possono essere integrate con sistemi di riscaldamento solare o pompe a basso consumo, migliorando l’efficienza energetica complessiva. La possibilità di installare coperture termiche e robot pulitori automatici contribuisce a ridurre ulteriormente i consumi e l’uso di prodotti chimici.

Scegliere il modello giusto

Per scegliere la piscina più adatta è importante considerare lo spazio disponibile, il budget e l’uso previsto: nuoto sportivo, giochi per bambini, relax o una combinazione di questi. Visitando un produttore specializzato è possibile visionare campioni, valutare finiture e ottenere un preventivo che includa scavi, preparazione della base e collegamenti idraulici e elettrici. Per approfondire le opzioni disponibili e vedere modelli pronti all’installazione, si può consultare la pagina dedicata alle piscine in vetroresina, dove sono illustrate soluzioni monoblocco rapide e affidabili.

In definitiva, le piscine in vetroresina rappresentano una soluzione moderna e funzionale per chi desidera una piscina dall’aspetto raffinato, facile da mantenere e con tempi di realizzazione contenuti. Scegliendo il modello giusto e affidandosi a professionisti per l’installazione è possibile trasformare qualsiasi spazio esterno in un’oasi di benessere, combinando estetica e praticità senza rinunciare alla qualità.

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Truffe ai danni degli automobilisti: quali sono le più diffuse?

Nell’ultimo anno circa 2 milioni di italiani sono stati vittima di un raggiro mentre erano al volante o in fase di parcheggio. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it con la collaborazione di Consumerismo No Profit a mUp Research e Bilendi, l’ultima novità in fatto di truffe di questo tipo è il ‘pedone investito’ (13%). Il malvivente-pedone si butta a terra non appena passa un’automobile fingendo di essere stato investito. Spesso interviene anche un complice che testimonierà di aver assistito al sinistro.

Sfruttando il senso di colpa dell’automobilista e la paura di possibili conseguenze, i truffatori propongono al guidatore di chiudere un occhio a fronte di un risarcimento in contanti. Vittime predilette, i giovani tra 18-25 anni (15%).

Il finto tamponamento

Lo schema più utilizzato dai malviventi però è quello del finto tamponamento (44%). La dinamica è sempre la stessa: l’automobilista ignaro, in fase di manovra in un parcheggio, sente un colpo all’auto, causato con arte dal malfattore, che subito dopo raggiunge il guidatore accusandolo di avergli tamponato l’auto e ammaccato la carrozzeria.

Per evitare di coinvolgere la compagnia assicurativa, propone di saldare in contanti il danno subito. Una modalità che fa vittime, in particolare, tra le donne, dove la percentuale arriva al 47% (41% uomini).
Unica consolazione, nella maggior parte dei casi le somme versate sono state contenute: il 29% ha dato 50 euro, il 31% tra 50-100 euro. Solo il l’8% dei truffati ha perso più di 300 euro.

Lo specchietto rotto

Altra truffa particolarmente diffusa è quella dello specchietto rotto (42%). In questo caso la frode avviene in movimento. La vittima si trova alla guida della propria automobile quando a un certo punto sente un forte rumore, normalmente causato dal lancio di una lattina vuota da parte di un complice del truffatore;. Pochi secondi dopo l’automobilista viene affiancato da un’altra vettura il cui conducente intima di accostare. Una volta scesi dal veicolo, il truffatore accusa l’automobilista di aver urtato, e rotto, il suo specchietto.

Ancora una volta, la proposta del malvivente è saldare il danno in contanti, senza coinvolgere la compagnia assicurativa, evitando così aumenti sull’RC auto.
La truffa dello specchietto rotto, secondo l’indagine, ha particolarmente successo tra gli uomini, dove la percentuale arriva al 48% (35% donne).

Più di uno su sei paga

Nonostante si tratti di trucchi più o meno noti, nell’ultimo anno circa 880.000 italiani hanno ammesso di essere cascati nel tranello e aver pagato in contanti il presunto danno.
Gli automobilisti più navigati, invece, una volta riconosciuto il tentativo di truffa, o hanno tirato dritto senza fermarsi e dare al truffatore la possibilità di portare a termine il piano (24%), oppure si sono fermati e hanno preteso di chiamare le forze dell’ordine (54%).

Inutile dire che al solo sentir parlare di Polizia, il più delle volte i malfattori hanno cambiato improvvisamente idea sulla richiesta di risarcimento.

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Viaggiare low cost? Parola d’ordine flessibilità

Molti italiani vorrebbero viaggiare low cost per vedere posti nuovi e mangiare piatti inconsueti, ma rientrando in un budget limitato. Ebbene, viaggiare low cost è possibile, basta pianificare il viaggio in modo preciso e oculato, evitando inutili sprechi di denaro e seguendo alcuni consigli. In primo luogo, occorre essere flessibili sulla meta: se ciò che interessa è visitare un nuovo paese è possibile approfittare di grandi offerte. Le compagne aeree, infatti, offrono ‘a rotazione’ voli economici per mete predestinate, e optando per una di queste si può fare un viaggio anche a metà prezzo. Ma si possono anche utilizzare sconti e offerte online consultabili giornalmente su siti e pagine web dedicate, per risparmiare su voli, hotel, noleggi auto, assicurazioni, trasporti, tour, musei, e parcheggi.

Data e ora flessibili, e bagagli leggeri

Se si sceglie senza obbligo di data e ora precisa, si riescono a trovare viaggi vantaggiosi con la possibilità di trovare anche mete straordinarie.
Inoltre, conviene viaggiare leggeri. Non è solo più comodo, ma è anche decisamente più economico. Viaggiare solo con il bagaglio a meno, ad esempio, permette di non pagare la tariffa del trasporto del bagaglio a bordo. Attenzione però, perché ogni compagnia aerea ha le sue regole specifiche sui bagagli, quindi è bene fare attenzione alle dimensioni massime dei bagagli da portare a bordo.
Altro consiglio, informarsi su cosa mette a disposizione l’hotel dove si alloggia, per evitare di portare eventuali oggetti voluminosi, e a volte inutili, come accappatoio o asciugamani.

Valutare pullman e treni. E scegliere la meta Italia

Un altro motivo di spese futili sono i servizi accessori sugli aerei. Non solo per snack e bibite vendute a bordo, ma anche per imbarco prioritario, posti o servizi particolari. Se si è alla ricerca di prezzi convenienti si possono poi valutare anche opportunità alternative negli spostamenti, come pullman organizzati o i treni, che spesso permettono di viaggiare rapidamente.
E sicuramente viaggiare in Italia è più economico che andare all’estero. Ovviamente, in questo caso, si risparmia soprattutto sul viaggio, ma ancora di più se a questo si abbina la scelta del tipo di struttura dove alloggiare.

Meglio il B&B, meglio ancora se last minute

A chi non piace andare in hotel di lusso? Ovviamente tutti amano le comodità, ma si trovano anche B&B che non hanno nulla da invidiare a un albergo stellato, e permettono di risparmiare non pochi soldi. Un consiglio per chi viaggia molto è poi quello di ‘accumulare miglia’, che può garantire sconti che non tutti conoscono. Se invece il desiderio è quello di viaggiare risparmiando a ogni costo, il consiglio migliore è sicuramente quello di viaggiare con le offerte last minute. Spesso prima di partire qualcun è costretto a disdire un volo. A quel punto si generano posti per mete casuali che si possono ‘acchiappare’ poco prima della partenza, e a prezzi davvero stracciati. Perché non approfittarne?

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Cerchi lavoro? Attenzione ai tuoi profili social

I recruiter sono sempre più attenti non solo alle competenze indicate sul curriculum vitae, ma anche alla reputazione on line dei candidati. Occhio, quindi, a non fare passi falsi – e potenzialmente dannosissimi – sulle piattaforme social. D’altronde assumere un nuovo dipendente non è mai una decisione da prendere alla leggera, sia per le piccole imprese sia per le grandi. Ecco perché i recruiter effettuano un’analisi dettagliata dei candidati, controllando non solo i curriculum e i colloqui conoscitivi, ma anche le referenze online di ogni candidato.

I rischi di un’assunzione sbagliata

Per questo chi non vuole affrontare costi elevati per la formazione di un nuovo dipendente, o peggio ancora, perdite di produttività o danni all’immagine a causa di un’assunzione sbagliata, si affida ai cacciatori di teste, per assicurarsi di trovare il collaboratore perfetto per la propria azienda. Per questo i recruiter controllano quanto più attentamente possibile i candidati per ogni posizione aperta.

Il controllo della reputazione online dei candidati

Le classiche analisi si effettuano a livello di curriculum vitae e colloqui conoscitivi, a cui si aggiungono il controllo delle referenze dei candidati, e le ricerche online sulle persone che vengono effettivamente prese in considerazione per l’assunzione. Secondo le ultime indagini, a compiere questo ulteriore passo sono circa 8 recruiter su 10, che vanno a controllare la digital reputation dei candidati online, dai motori di ricerca ai social network. E qui le informazioni trovate possono sia favorire, sia allontanare, come accade sempre più spesso, la possibilità di essere assunti.

Cosa fare nel momento in cui ci si mette alla ricerca di un nuovo lavoro?

“Chi si mette alla ricerca di una nuova occupazione deve prepararsi da molti punti di vista: penso per esempio all’aggiornamento del curriculum vitae, a dei corsi di formazione mirati per colmare eventuali lacune, nonché all’allenamento mirato per affrontare al meglio i colloqui di lavoro” spiega Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società specializzata nella selezione di personale qualificato e nello sviluppo di carriera. “Ma non è tutto qui: sapendo che i recruiter controlleranno molto probabilmente la digital reputation dei candidati, è ormai fondamentale curare anche questo aspetto, per avere la certezza che delle informazioni online non possano compromettere un’assunzione. Diventa dunque importante mettersi nei panni del recruiter, per controllare qual è l’effettivo stato della propria reputazione online”. Nel dubbio, quindi, eliminare tutte le informazioni, i commenti e le foto on line che potrebbero non piacere a un selezionatore.

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Bollette: cosa cambierà nel 2023?

Nel 2022 gli italiani hanno dovuto fronteggiare spese inaspettate ed eccessive per luce e gas, e molti si chiedono se il caro bollette nel 2023 è destinato a perdurare o a migliorare. Con l’inizio del nuovo anno infatti si spera nella stabilizzazione delle tariffe e in un calo dei prezzi. In caso contrario, per molte famiglie italiane la situazione potrebbe diventare davvero drammatica.

Cosa aspettarsi quindi nei prossimi mesi per quanto riguarda i costi di luce e gas?

Purtroppo, per gli italiani che hanno ancora un contratto in regime di maggior tutela non ci sono buone notizie. Secondo quanto comunicato dall’ARERA, infatti, è previsto un aumento di circa il 23% sul prezzo del gas. 

Luce in calo del 19% nel primo trimestre dell’anno

Una notizia che proprio non ci voleva, soprattutto a gennaio, dato che per molte famiglie italiane rinunciare al riscaldamento non è possibile. Notizie sicuramente più confortanti arrivano invece sul versante dell’energia elettrica. L’ARERA ha infatti comunicato che durante il primo trimestre del 2023 si dovrebbe assistere a un calo significativo dei prezzi della luce in bolletta, che dovrebbe superare il 19%. Anche in questo caso, si tratta delle tariffe applicate ai clienti che hanno ancora attivo un contratto nel regime di maggior tutela.  Discorso completamente diverso per coloro che hanno scelto di passare al libero mercato, che possono contare su prezzi nettamente più vantaggiosi.

Bollette più leggere per tutti i clienti del mercato libero

Gli italiani passati al mercato libero potranno contare su bollette nettamente più leggere nei prossimi mesi. I fornitori stanno già iniziando a proporre offerte luce e gas più convenienti, e possono permettersi di farlo, perché il costo della materia prima di fatto è calato drasticamente. Questa è senza dubbio un’ottima notizia, anche perché chiunque ha la facoltà di cambiare fornitore o passare a un’offerta del mercato libero in ogni momento. Le opportunità per risparmiare iniziano quindi a essere sempre più evidenti e dopo i mesi bui del 2022 lasciano finalmente intravedere qualche spiraglio di sereno.

Trovare un fornitore in grado di proporre offerte effettivamente vantaggiose

Le offerte più vantaggiose del mercato libero sembrano essere quelle a prezzo indicizzato. Vale dunque la pena scegliere queste per ottenere il massimo del risparmio, e non trovarsi a sostenere bollette salatissime anche durante l’anno appena iniziato. Insomma, si può dunque affermare che la situazione nel 2023 dovrebbe rivelarsi decisamente meno preoccupante rispetto a quella del 2022. È tuttavia importante compiere le scelte giuste, e trovare un fornitore in grado di proporre offerte effettivamente vantaggiose, rigorosamente nel mercato libero e non nel regime di maggior tutela.

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Niente sprechi in cucina? Ecco come fare

L’attenzione alla sostenibilità a tutto campo si può esprimere anche fra le mura di casa, come punta a ricordare la giornata internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari che cade ogni anno il 29 settembre. Per l’occasione, Uber Eats ha messo a punto una sorta di prontuario realizzato in collaborazione con Fabio Iraldo, professore ordinario di Management presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Si tratta di consigli facili, che ciascuno di noi può adottare per rendere la propria vita, e la propria cucina, più ecofriendly e a minor impatto ambientale.  Anche i piccoli gesti fanno la differenza: le nostre abitudini alimentari incidono profondamente sulla qualità dell’ecosistema in cui viviamo, tanto che la produzione e il consumo di cibo è responsabile di oltre il 35% degli impatti ambientali complessivi.

Due miliardi di tonnellate di cibo sprecate ogni anno

“Di tutto il cibo prodotto nel mondo quasi la metà viene sprecata, circa 2 miliardi di tonnellate ogni anno. Sebbene lo spreco avvenga lungo tutta la catena alimentare, si stima che gli sperperi di noi consumatori ammontino a ben un terzo di tutte le pietanze preparate e servite sulle nostre tavole” ha detto Iraldo. “Alla luce di queste considerazioni, si può constatare quindi che le persone dovrebbero essere educate e sensibilizzate sulla necessità di adottare una “dieta sostenibile” e incentivate a ridurre al massimo gli sprechi”.

Cinque consigli facili

Il primo consiglio, divenuto ormai famoso, è quello di spegnere i fornelli una volta avvita la cottura di un piatto e proseguire  con la cottura passiva, sfruttando la dissipazione graduale che consente di continuare a cuocere senza sprecare energia.
Il secondo è di preferire le verdure completamente edibili, quelle cioè di cui non si scarta nulla: l’’impronta ambientale di quelle dove solo il frutto è commestibile è infatti molto più alta.
Terza dritta, utilizzare i condimenti – come sale, zucchero e olio – con la massima attenzione (e parsimonia) in virtù dell’impatto non irrilevante delle loro filiere.
Quarta indicazione: per alcuni cibi, come ad esempio la pasta, il consumo idrico della fase di cottura rappresenta un impatto sull’ambiente decisamente impattante. Quando l’acqua di cottura esaurisce la propria funzione, invece di gettarla, si potrebbe riutilizzare per la preparazione di altri piatti. Lo stesso vale per l’acqua utilizzata per cuocere le verdure.
Infine, è opportuno fare attenzione anche al packaging: optare per prodotti alimentari che hanno un packaging più “leggero”, oppure in materiali innovativi (es. biodegradabile) oppure ancora composto di materiali riciclati, può contribuire a evitare lo spreco di materia.

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Mutui: cosa e come scegliere oggi?

Non esiste il mutuo ideale, ma il mutuo migliore per ognuno, calibrato sulla base della personalità e della disponibilità economica. Prima di accendere un mutuo sono tanti gli aspetti da valutare. In linea di massima, il rapporto tra rata del mutuo e reddito mensile non deve essere superiore al 30%, limite oltre il quale si ritiene che il pagamento non sarebbe sostenibile. Ma è meglio non limare l’importo all’indispensabile, perché il mutuo è il finanziamento meno costoso di tutti, nonché l’unico fiscalmente detraibile. Può essere vantaggioso sfruttarlo il più possibile, soprattutto in anni in cui i tassi di interesse applicati sono molto convenienti.

La durata ideale

Bisogna considerare che i costi di un mutuo crescono all’aumentare dell’LTV (Loan To Value, il rapporto tra importo del finanziamento e valore dell’immobile posto a garanzia). Se possibile, meglio evitare le soglie percentuali che comportano una spesa maggiore, quando non indispensabile. Ad esempio, chiedere un mutuo al 100%, cioè che copra l’intero valore dell’abitazione, è possibile, ma avrà un costo superiore. C’è però chi preferisce rimborsare il debito nel più breve tempo possibile, risparmiando sugli interessi, e chi privilegia una durata maggiore, in modo che la rata più bassa incida il meno possibile sulla qualità della vita. Prima di accendere un mutuo bisogna valutare però se si hanno i requisiti necessari. Alcuni sono di tipo legale, poi ci sono i requisiti di tipo economico, che la banca esamina in fase di istruttoria per accertare la capacità di rimborso del mutuatario.

Tasso: fisso o variabile?

Di fronte alla richiesta di mutuo la scelta fondamentale è tasso di interesse: fisso o variabile? Il primo prevede una rata costante per tutta la durata del piano di rimborso, il secondo comporta una rata variabile in base all’andamento dei mercati finanziari, ed è quindi più rischioso. A seconda del costo del denaro, la rata aumenta oppure diminuisce. Il tasso di interesse nasce dalla somma di due componenti: il tasso interbancario di riferimento (Irs per il fisso, Euribor per il variabile), ovvero il tasso a cui le banche stanno pagando il denaro in quel momento, e lo spread. Quest’ultimo rappresenta la percentuale che ogni banca decide di aggiungere al costo del denaro come proprio ricavo. Più è basso, più bassi sono gli interessi da pagare.

Quanto costa un mutuo?

Oltre agli interessi da pagare, riporta Adnkronos, ci sono altri costi che accompagnano un’operazione come il mutuo, dall’apertura alla gestione ordinaria. Tra questi, spese di istruttoria, perizia, atto notarile, polizze e imposte, per citare le principali. Cifre che vanno ovviamente considerate, quando bisogna valutare il costo di un finanziamento per l’abitazione. Per questo c’è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale, detto anche ISC – Indicatore Sintetico di Costo), ovvero il parametro che indica il costo globale del mutuo, incluse tutte le spese accessorie. Il modo più immediato per confrontare le diverse offerte di mutuo, perché riassume in una sola cifra tutte le voci di costo.

Vantaggi e svantaggi dell’ aria compressa

L’aria compressa è oggi particolarmente adoperata nell’industria e nel settore dei cantieri in generale, inclusi quelli stradali. Sono tantissimi infatti i macchinari e gli strumenti pneumatici che sfruttano la potenza dell’aria compressa per lavorare, molti dei quali sono molto comuni e a tutti noti. Adoperare l’aria compressa comporta inoltre determinati vantaggi e anche alcuni tipi di svantaggi, e queste differenze fanno comunque sì che l’aria compressa sia da preferire all’energia elettrica e al lavoro dell’acqua.

Questo è il motivo per il quale sono sempre più numerose le realtà che adottano l’aria compressa all’interno di cantieri e industrie per velocizzare il lavoro e renderlo più preciso. Vediamo allora in dettaglio quelli che sono i vantaggi e gli svantaggi dell’aria compressa, così da riuscire ad avere un quadro più completo.

I vantaggi dell’utilizzare l’aria compressa

Economica: l’aria compressa è disponibile in quantità illimitata in quanto è sufficiente semplicemente prelevarla dall’atmosfera e lavorarla per poterla utilizzare, dunque non ha un costo. Questo è probabilmente uno dei vantaggi più importanti in assoluto.

Sicura: dato che l’aria compressa non ha alcuna capacità di esplosiva, a differenza dei gas, possiamo affermare che il rischio di incidenti è davvero basso.

Abbondanza: l’aria è disponibile in quantità pressoché illimitate sulla terra e dunque si tratta di una sostanza che non scarseggia affatto, e che tutti possiamo reperire senza sforzo.

Ecologica: l’aria compressa non inquina e dopo l’utilizzo essa viene restituita direttamente all’ambiente senza che avvenga alcun tipo di contaminazione.

Rapidità: è possibile ottenere aria compressa rapidamente ogni volta che serve, semplicemente azionando il compressore.

Possiamo inoltre aggiungere che, a differenza di altri strumenti adoperati ad esempio in idraulica, l’aria compressa non ha bisogno di alcun tipo di ritorno verso il generatore ma viene direttamente restituita all’ambiente.

I moderni compressori industriali sono inoltre facili da montare e non richiedono particolare manutenzione. Sono anche facili da trasportare e la loro installazione è semplice e veloce, non richiede molto tempo.

Gli svantaggi dell’utilizzare l’aria compressa

Umidità: nella fase in cui l’aria esce dal compressore può avere una temperatura piuttosto elevata che può causare il raffreddamento e la seguente formazione di condensa nel momento in cui va ad attraversare la linea distribuzione.

Ciò può causare dunque la presenza di acqua all’interno dei macchinari o del prodotto finito, e questo tipo di inconveniente è uno dei più comuni quando si adopera l’aria compressa ma che può essere risolto adottando degli specifici filtri per l’umidità.

Rumore: Il compressore è in grado di produrre un discreto rumore, per cui si fa bene a posizionarlo in un luogo che comunque sia lontano da quello in cui avviene la produzione. In alcuni casi è consigliabile l’utilizzo di silenziatori per ridurre drasticamente le emissioni rumorose, in altri è sufficiente fornire ai dipendenti delle semplici cuffie antirumore.

Conclusione

A fronte di pochi svantaggi dunque, i vantaggi dell’utilizzare l’aria compressa nell’industria o nei cantieri di lavoro sono davvero tanti e tutti importanti. Vale dunque certamente la pena fare questo tipo di investimento se non lo si è ancora fatto dato che è in grado di accelerare notevolmente il lavoro quotidiano, migliorando al tempo stesso la precisione e dunque la qualità del prodotto finale.

Ricordiamo infine che i moderni compressori industriali non necessitano di grande manutenzione, per cui è possibile considerare anche questo tipo di risparmio nel calcolo dell’ammortamento dei costi. Tali macchinari sono anche in grado di garantire un ottimo risparmio energetico, il che da un lato è un’ottima notizia per chiunque ne faccia utilizzo, dall’altro è un modo veramente valido di prendersi cura della natura e dell’ambiente che ci circonda.

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Come non perdere il bonus per l’acquisto della prima casa

Il bonus prima casa è un’agevolazione fiscale che consente di usufruire di uno sconto sulle tasse al momento dell’acquisto dell’abitazione principale. Grazie al bonus chi acquista da un privato versa l’imposta di registro al 2% anziché al 9%, e le imposte ipotecaria e catastale, anziché in misura proporzionale, sono pari a 50 euro ciascuna. Chi invece acquista da una ditta di costruzioni versa l’Iva al 4% anziché al 10%, e le imposte ipotecaria, catastale e di registro, anziché in misura proporzionale, sono pari a 200 euro ciascuna.  Laleggepertutti.it ricorda quindi che è importante stare attenti a non perdere queste agevolazioni per evitare di pagare le sanzioni all’Agenzia delle Entrate.

Trasferire la residenza

Per non perdere il bonus prima casa bisogna trasferire entro 18 mesi la propria residenza nel Comune ove si trova il nuovo acquisto. Quindi, è possibile fissare la residenza in un altro immobile (anche se preso in affitto). Ciò potrebbe essere necessario per non perdere il bonus, se quello acquistato non è stato ultimato, se la ristrutturazione tira per le lunghe o se l’inquilino a cui era stato dato in locazione l’abitazione non se ne vuole andare. La Cassazione ritiene che l’omesso trasferimento della residenza può essere poi giustificato se dovuto a forza maggiore, ovvero, di una causa imprevedibile. Come l’occupazione abusiva dell’abitazione da parte di un terzo e qualsiasi altro fatto sopravvenuto, imprevedibile e non imputabile al contribuente.

La precedente abitazione

Per non decadere dall’agevolazione fiscale è poi necessario cedere la proprietà dell’immobile, ovunque situato, per il quale si era in precedenza usufruito del bonus prima casa. Ciò deve avvenire entro 1 anno dal rogito. Chi non riesce a venderlo però potrebbe anche donarlo al figlio o, in caso di coppia in separazione dei beni, al coniuge. Inoltre, in due casi è possibile acquistare una seconda casa senza bisogno di vendere la prima. Il primo caso avviene quando l’abitazione precedentemente posseduta sia divenuta inidonea all’uso, come nel caso di un immobile pericolante a causa di un sisma o troppo stretto per le mutate esigenze della famiglia, magari per l’arrivo dei figli. Il secondo caso si verifica quando la precedente abitazione è stata acquistata prima del 1993 da una ditta costruttrice.

La rivendita

Se si vende l’abitazione prima di 5 anni si perde il bonus prima casa, a meno che entro un anno se ne compri un’altra da adibire ad abitazione principale. È anche sufficiente che nei cinque anni si riceva un’altra abitazione a titolo di donazione o di successione ereditaria. Insomma, le agevolazioni sulla prima casa non vanno revocate se entro i 5 anni dal suo acquisto viene venduta e si riceve in donazione o in eredità un immobile da adibire a prima abitazione. Inoltre, chi acquista una casa con l’agevolazione fiscale e la regala prima di 5 anni non perde il bonus anche se non riacquista un nuovo immobile entro l’anno successivo.

Cosa sono le lampade artistiche?

L’illuminazione di casa è notoriamente un fattore fondamentale per chiunque abbia un minimo di conoscenza di interior design. Buona parte dell’atmosfera che andiamo a creare dipende proprio dal tipo di illuminazione che andiamo a scegliere per la nostra casa. Per questo motivo facciamo bene ad optare per delle lampade che possano offrire non semplicemente eleganza e stile, ma anche capacità di dare vita ad un ambiente unico e particolare.

Cosa le rende differenti dalle lampade tradizionali?

Ciò che caratterizza e differenzia le lampade artistiche da quelle tradizionali è proprio il loro design esclusivo che le rende molto simili ad un’opera d’arte. Si tratta a tutti gli effetti di creazioni che riflettono la fantasia e lo stato d’animo dell’artigiano che le realizza, e che sono in grado con la propria presenza di creare delle illusioni nello spazio in cui vengono collocate. Il più delle volte si tratta di pezzi unici che sono in grado di offrire un tocco particolarmente esclusivo ad ogni ambiente di casa.

Si tratta dunque di prodotti che sono in grado di offrire allo spazio intorno a loro un tocco unico e fatto di assoluta eleganza. Dunque non parliamo di lampade la cui unica funzione è quella di fornire della luce ma al contrario hanno un design fantastico e un’aria artistica che li rende delle lampade veramente perfette per essere integrate all’interno degli ambienti di casa cui teniamo di più.

Quello delle lampade di lusso è in effetti un mercato che sta vivendo un vero e proprio boom, considerando che tantissime persone sembrano aver riscoperto il piacere di arredare casa con gusto e ricercatezza. Le lampade artistiche sono perfettamente in grado di rispondere a questa esigenza coniugando ad una funzione prettamente pratica (quella di fornire luce) anche degli interessanti risvolti dal punto di vista del design.