Anche nel 2026 gli attacchi dannosi colpiranno il settore automotive, in particolare, i veicoli e i sistemi collegati. La produzione globale di auto altamente computerizzate dotate di numerose unità di controllo elettronico (ECU), ‘consente’ agli hacker di sfruttare errori di implementazione e vulnerabilità per poterle rubare.
I punti di accesso riguardano qualsiasi interfaccia accessibile: bus CAN, porta OBD o Ethernet, modulo NFC, chip Wi-Fi, Bluetooth, modem LTE.
Quanto all’hackeraggio dei sistemi (crittografare file o intere reti rendendole inaccessibili), i malintenzionati utilizzano principalmente ransomware. L’obiettivo è quello di chiedere un riscatto, spesso in criptovaluta, per fornire la chiave di decrittografia o ripristinare l’accesso.
Sono alcune previsioni di Kaspersky sulle minacce informatiche per l’industria automotive nel 2026.
Colpire le infrastrutture e la supply chain
Nel 2026 potrebbero anche emergere nuove fughe di dati riservati degli utenti e informazioni sui movimenti dei veicoli provenienti dalle infrastrutture delle case automobilistiche.
Un altro vettore significativo è rappresentato dagli attacchi alla supply chain delle infrastrutture delle case automobilistiche (attraverso l’hacking dei sistemi degli appaltatori) con l’obiettivo di interrompere i sistemi critici e causare perdite finanziarie.
Gli audit di sicurezza condotti regolarmente da Kaspersky consentono di identificare le vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate per questi attacchi.
Dal blocco remoto dell’auto al furto di dati personali
Gli aggressori motivati da ragioni finanziarie sono principalmente interessati ai dati personali degli utenti e all’accesso ai loro account. Sono possibili anche attacchi ransomware volti a interrompere sistemi critici e causare perdite economiche alle aziende.
Il blocco remoto delle auto è invece un rischio particolarmente elevato per le società di car sharing e taxi, poiché nei veicoli installano moduli che consentono, tra le altre funzioni, il blocco remoto in qualsiasi momento. Se gli aggressori ottengono l’accesso al sistema di controllo di questi moduli, possono bloccare simultaneamente numerosi veicoli, o per richiedere un riscatto o per effettuare operazioni di sabotaggio.
Intercettare i carichi delle aziende di trasporto e logistica
Un ulteriore potenziale vettore di rischio riguarda gli attacchi alle aziende di trasporto e logistica, finalizzati all’intercettazione degli ordini e al furto fisico dei carichi. Oggi, la digitalizzazione dei processi della supply chain consente agli aggressori di sottrarre carichi senza lasciare il cyberspazio. Gli attaccanti possono infatti violare i sistemi da remoto e manipolare i dati di spedizione per far consegnare i carichi a indirizzi specifici, destinati alla successiva rivendita.
La crescente digitalizzazione coinvolge però anche le infrastrutture di rifornimento. Le moderne stazioni di servizio e le stazioni di ricarica per veicoli elettrici sono progettate per essere collegate a infrastrutture cloud, ampliando le opportunità di attacco per gli hacker.
Entro il 2026 potrebbero verificarsi attacchi a queste infrastrutture, con l’obiettivo di sottrarre carburante o elettricità, nonché informazioni personali o dettagli delle carte carburante dei clienti.