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Da WhatsApp sono in arrivo i Canali: di cosa si tratta?

Una nuova funzionalità semplice, affidabile e privata per ricevere aggiornamenti importanti da persone e organizzazioni. Meta ha annunciato l’introduzione dei Canali su WhatsApp, che in questo modo diventa sempre più simile a Telegram.
“Stiamo costruendo canali per offrire il modo più privato di comunicare – ha dichiarato il Ceo di Meta Mark Zuckerberg in un comunicato -. Come amministratore del canale, il tuo numero di telefono e la tua immagine del profilo non verranno mostrati ai follower. Allo stesso modo, se segui un canale il tuo numero di telefono non verrà mostrato all’amministratore o agli altri che seguono lo stesso canale.
Gli utenti in Colombia e Singapore saranno i primi a ricevere l’accesso ai Canali, ma Meta assicura che amplierà la disponibilità dello strumento a livello globale entro la fine dell’anno.

Strumenti di trasmissione unidirezionali per pubblicare contenuti

Come già accade su Telegram, i canali su WhatsApp sono strumenti di trasmissione unidirezionali in cui gli amministratori possono pubblicare immagini, video, adesivi e sondaggi. In pratica, quando un utente si iscrive a un canale specifico, riceverà tutto il contenuto in una scheda separata.
Si può aderire a questi canali tramite un invito, oppure si possono anche cercare all’interno di WhatsApp. I canali saranno accessibili tramite una scheda separata chiamata Aggiornamenti, che fornisce agli utenti uno spazio dedicato sia per gli aggiornamenti di stato sia per i canali che scelgono di seguire.

Una comunicazione separata dalle conversazioni personali

Facendo ‘tap’, si apriranno i messaggi condivisi dalle organizzazioni e dalle persone che condivideranno notizie, update e comunicazioni broadcast a carattere informativo.
Ci sarà così una chiara separazione che garantisce che le conversazioni personali con amici e familiari rimangano distinte dai contenuti del canale. Gli amministratori del canale avranno la possibilità di inviare vari tipi di contenuti ai propri follower, tra cui testo, foto, video, adesivi e sondaggi, trasformando i canali in un efficace strumento di trasmissione unidirezionale.

Una directory con diverse categorie da cercare

Per facilitare la scoperta del canale, WhatsApp ha confermato che introdurrà una directory ricercabile con diverse categorie come hobby, squadre sportive e aggiornamenti da parte dei funzionari locali.
Gli utenti possono anche accedere ai canali tramite link di invito condivisi in chat, inviati tramite e-mail o pubblicati online. La privacy è una priorità assoluta per WhatsApp, poiché sia gli amministratori sia i follower possono essere certi che le loro informazioni personali rimarranno protette.

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Dating: per la GenZ è inclusivo, tecnologico e più “autentico”

Sono alcuni dati emersi dal report The Future of Dating 2023, ‘A Renaissance in Dating, Driven by Authenticity’ di Tinder: con il ritorno alla normalità dopo la pandemia, il report quest’anno individua nuovi trend e abitudini nel dating. Che per la GenZ sono costruite su tre pilastri fondamentali: inclusività, tecnologia, e soprattutto, autenticità. Di fatto, la GenZ sta riscrivendo le regole e gli standard delle generazioni precedenti rispetto alle relazioni. Circa l’80% di chi ha 18-25 anni considera il proprio benessere una priorità quando frequenta qualcuno, e il 79% ritiene che i potenziali partner debbano condividere questo tipo di approccio. Non solo: il 75% di giovani single conferma di trovare più attraente un match che lavora sulla propria salute mentale.

L’aspetto fisico conta meno della fedeltà

Insomma, la GenZ dà più importanza a relazioni basate su valori come fedeltà (79%), rispetto (78%), mentalità aperta (61%), e meno sull’aspetto fisico (56%). In pratica, la GenZ è disposta a mostrare la propria personalità senza filtri e maschere, prendere o lasciare. Quando si tratta di appuntamenti, creare connessioni reali e autentiche rimanendo fedeli al proprio io è in cima alle priorità dei giovani su Tinder. E avere idee e opinioni chiare è fondamentale. In questo, l’alcol, o meglio la sua mancanza, gioca un ruolo cruciale. Il 72% degli iscritti a Tinder afferma sul profilo di non bere alcolici o di farlo solo occasionalmente.

Niente ghosting, please

Inoltre, giochetti e strategie di conquista non fanno parte della indole dei GenZ, che rispetto ai dater di età superiore hanno il 32% in meno di probabilità di sparire con una persona, il cosiddetto ‘ghosting’.
Inoltre, il 77% degli utenti di Tinder risponde a una persona che gli interessa nel giro di 30 minuti, il 40% in massimo 5 minuti e più di un terzo immediatamente.
Un dato interessante se confrontato con il modo in cui i Millennial consideravano gli appuntamenti 10 anni fa. Il 73% di chi oggi ha tra 33-38 anni concorda che le strategie di conquista (farsi desiderare, dare segnali poco chiari, sondare il terreno) erano considerate la normalità quando avevano 18-25 anni, mentre oggi non lo sono più.

Ciò che conta sono le persone

Ora ciò che effettivamente conta sono le persone, ciascuna con la propria unicità. L’80% dei membri di Tinder afferma di aver conosciuto e incontrato una persona di un’altra etnia o cultura, riporta Adnkronos. Due terzi degli utenti (circa il 66%) ammette che grazie a Tinder ha potuto conoscere e frequentare gente al di fuori della propria cerchia sociale, conoscendo persone che altrimenti non avrebbe mai potuto incontrare nella quotidianità.
Questo dato è rilevante anche per i membri della comunità LGBTQIA+, che riconoscono Tinder come un luogo sicuro in cui fare coming-out, ancora prima di farlo con familiari o amici.

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Gli italiani sono sempre più tecnologici, anche i senior

Gli italiani si ritengono sempre più tecnologici: nove su dieci si considerano ‘persone tecnologiche’, ovvero capaci di utilizzare al meglio device (92,8%) ed elettrodomestici (92,6%), anche se la percezione della propria preparazione differisce secondo l’età.
L’84,1% degli italiani dichiara poi un aumento esponenziale dell’utilizzo dei device e il 63,4% degli elettrodomestici. Rispetto ai device, lo dichiara oltre la metà dei Senior (57,6%), piazzandosi solo poco dopo la GenZ (62%).  Ma c’è di più oltre alla praticità. Secondo il Trend Radar di Samsung la tecnologia favorisce anche l’interazione tra le generazioni, accorciando le distanze tra GenZ e Senior, e genitori e figli, per migliorare competenze e imparare le funzionalità.

La tecnologia aiuta a restare in contatto con la famiglia

Gli italiani riconoscono quasi all’unanimità quanto siano importanti i device (96%) e gli elettrodomestici (93%) nella vita di tutti i giorni. Inoltre, sono consapevoli di come oltre allo smartphone, dispositivo per il quale il 72% dichiara di non poter più fare a meno, gli elettrodomestici connessi possano rendere migliore la gestione della casa: il 62,5% (50,8% Senior) vorrebbe approfondirne la conoscenza. Ma la tecnologia rappresenta un modo per restare in contatto con la famiglia (88,1%, 86% Senior), anche attraverso il supporto dei più giovani in ambito tech in famiglia (79,5%). Ed è diffusa anche la volontà di essere disponibili e responsabili da parte degli adulti nel formare e aiutare i più piccoli all’universo online (87,2%).

Elettrodomestici fondamentali nella vita quotidiana

La tecnologia, insomma, diventa un mezzo imprescindibile per gli italiani, Il 59,2% afferma che senza non potrebbe più svolgere alcuna attività quotidiana.
Tra coloro che sostengono che i device sono molto utili nella vita quotidiana non stupisce che l’84,3% sia rappresentato dai GenZ. Anche il 69,3% dei Senior ritiene fondamentale l’utilità dei dispositivi tecnologici nella quotidianità, e il divario si fa ancora più sottile in merito all’utilità degli elettrodomestici. In questo caso, infatti, dopo i GenZ (76,1%) si piazzano proprio i Senior (72,8%), mentre i Millennials arrivano ultimi con il 70,8%.

Smartphone e tablet: la conoscenza diminuisce all’aumentare dell’età

Più le persone sono giovani, più però si ritengono abili nell’utilizzo dei device, con un picco del 75,9% fra la GenZ e un dato molto più basso (45,5%) fra i Senior.
Nello specifico, per smartphone e tablet la conoscenza diminuisce all’aumentare dell’età. Si parte da un 67,3% per i GenZ con 9,5 punti percentuali di differenza con Millennials (57,8%), per i quali lo smartphone è ormai il canale di comunicazione e informazione principale verso il mondo esterno che avviene tramite chat e social. Invece, per coloro che si ritengono molto capaci nell’utilizzo degli elettrodomestici, è curioso notare come i valori della GenZ (54,3%) e dei Senior (55,8%) siano simili e decisamente più bassi rispetto ai Millennials e agli adulti che si dichiarano più abili.

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Cybersecurity: Italia nel mirino dei cyber attacchi

Nel 2022 è andato a segno il 7,6% dei cyberattacchi globali, 188 in tutto, e oltre la metà di questi è stata causata da malware, in Italia il 6% in più rispetto al dato globale, con conseguenze gravi o gravissime a livello economico, sociale e di immagine nel 95% dei casi. I dati del Rapporto Clusit 2023 non lasciano alcun dubbio sulla gravità dei rischi cyber con cui dobbiamo misurarci, anche nel nostro Paese. In Italia, evidenziano i ricercatori di Clusit, la pressione maggiore degli attacchi avviene sulle aziende manifatturiere del Made in Italy, nel settore tecnico-scientifico e dei servizi professionali, laddove le organizzazioni sono meno strutturate e più impreparate a far fronte a emergenze cyber, per scarsa consapevolezza o mancanza di risorse.

Nessuno può ritenersi al sicuro

Comunemente, molte imprese pensano di non essere a rischio, sia per il settore di operatività sia per la bassa criticità delle informazioni trattate. I dati del Rapporto Clusit 2023, tuttavia, dicono che lo scorso anno i cosiddetti ‘obiettivi multipli’, ovvero le vittime di campagne non mirate, sono stati colpiti dai criminali nell’ordine del 900% in più rispetto all’anno precedente. Quindi, nessuno può ritenersi al sicuro, perché oltre agli attacchi malware e ransomware la perdita dei dati può essere banalmente causata da guasti hardware, corruzione del software, cancellazione accidentale e disastri naturali, come un allagamento o un incendio.

“Oggi è imprescindibile un backup immutabile”

Di fronte a questo scenario il consiglio è di alzare la guardia. “Il singolo backup non è più sufficiente. Oggi è imprescindibile avere un backup immutabile, in cui i file non siano cancellabili o modificabili, poiché, in caso di intrusione, i criminali sono ormai in grado di accedere a qualsiasi dato – afferma Alessio Pennasilico, Comitato Scientifico di Clusit -. Inoltre, la complessità delle organizzazioni, i loro perimetri sempre meno definiti e l’ampiezza della supply chain rendono necessari piani strutturati di continuità operativa e la costituzione di ambienti di disaster recovery, magari grazie al cloud, che certamente garantisce maggiore protezione”.

Le tre regole d’oro per non mettere a rischio i propri dati

In occasione del Backup Day, gli esperti di Clusit consigliano di rispettare ‘tre regole d’oro’ per non mettere a rischio i propri dati.
La prima è quella di dotarsi di un piano di continuità operativa e tenerlo aggiornato via via che l’organizzazione evolve. La seconda è implementare un ambiente di Disaster Recovery, magari in cloud, in grado di garantire la continuità aziendale. E la terza è prevedere un backup immutabile di tutti i dati dell’organizzazione. Ma tutto ciò non riguarda solo le imprese o i professionisti. “La disponibilità di dispositivi sempre più potenti e pervasivi, dove salvare contatti, documenti, foto e video, mette costantemente a rischio ciascuno di noi”, aggiunge Pennasilico. È quindi necessario premunirsi di un’ancora di salvezza, che per il privato cittadino può essere rappresentata dal backup, meglio se ridondato tra dispositivi e cloud.

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Il mercato Tech può crescere ancora: le sfide del 2022

Il mercato della Tecnologia di consumo ora si trova ad affrontare un periodo ricco di sfide. Dopo il boom di vendite registrato durante la pandemia, le dinamiche macroeconomiche stanno causando un incremento drastico del costo della vita per i consumatori. E le continue interruzioni della Supply Chain stanno portando a un aumento dei costi e a una disponibilità limitata dei prodotti. La situazione attuale ha portato anche in Italia a una leggera flessione del mercato, che segna un -0,4% da gennaio ad agosto 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021, per un fatturato totale di 10,4 miliardi di euro.

Tagliare gli investimenti non è la soluzione migliore

Il report GfK State of Consumer Technology & Durables Report fornisce un’istantanea sul mercato globale della Tecnologia di consumo e dei beni durevoli, mettendo in luce i principali trend relativi al comportamento dei consumatori e i mercati. Nonostante le difficoltà del momento, tagliare gli investimenti potrebbe non essere la soluzione migliore. L’analisi delle crisi passate dimostra infatti come le aziende che continuano a innovare abbiano maggiori probabilità di mantenere la propria quota di mercato, e riprendersi più velocemente rispetto alle aziende che tagliano gli investimenti. Per continuare ad avere successo, Retailer e Produttori devono quindi adattare rapidamente le proprie strategie ai cambiamenti del contesto.

Rivalutare i modelli di approvvigionamento

Innanzitutto, per compensare le interruzioni della filiera distributiva, Retailer e Produttori dovrebbero rivalutare i propri modelli di approvvigionamento, e la dipendenza dai singoli mercati di produzione. Ad esempio, diversificando i canali di produzione e distribuzione per suddividere il rischio, o implementando modalità innovative di gestione delle scorte. I modelli di vendita indiretta, come quella attraverso i distributori, sono diventati molto popolari durante la pandemia. Le vendite dei distributori italiani, ad esempio, sono aumentate di circa il +12% nel 2020 rispetto al 2019. E se da gennaio ad agosto 2022 erano ancora superiori del 21% rispetto allo stesso periodo del 2019, si registra un -0,9% rispetto al 2021.

Ottimizzare l’offerta ed esplorare nuovi mercati

Il sentiment dei consumatori è ancora in discesa. Tuttavia, esistono ancora settori che offrono ottime possibilità di crescita all’interno del mercato Tech di consumo. A livello italiano, ad esempio, le vendite di termostati intelligenti per il risparmio energetico da gennaio a luglio 2022 sono aumentate del +22% rispetto allo stesso periodo del 2019. Retailer e Produttori dovrebbero quindi ottimizzare la propria offerta, puntando su prodotti in grado di appassionare o offrire un vantaggio economico ai consumatori. Inoltre, molti Paesi in via di sviluppo stanno subendo meno gli effetti della crisi e hanno ancora tassi di penetrazione molto bassi. Pertanto, focalizzare le proprie strategie su questi mercati potrebbe creare nuove opportunità di crescita.

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Dati personali rubati sul Dark Web: in Italia +44,1%

Nella prima metà del 2022 sono stati 780.000 gli alert relativi ai dati rilevati sul dark web, +44,1% rispetto al semestre precedente, e oltre 70.000 quelli sull’open (-4,9%). L’Italia è al 14° posto assoluto tra i paesi più colpiti. Il maggior numero di persone allertate vive nel Lazio (21,5%) e in Lombardia (13,4%), e la maggior parte dei profili violati riguarda account di posta elettronica (27,0%) e siti di intrattenimento (21,0%). Le attività degli hacker stanno quindi continuando con grande intensità nel 2022. Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio Cyber realizzato da CRIF, il numero di account che hanno visto compromesse le proprie credenziali è significativamente aumentato, in combinazione con altri dati utilizzati da hacker e frodatori.

Cosa circola sul dark web?

Le credenziali rubate possono essere utilizzate per entrare negli account delle vittime, utilizzare servizi in modo abusivo, inviare email con richieste di denaro o link di phishing, inviare malware o ransomware per estorcere o rubare denaro. I dati personali degli utenti italiani che prevalentemente circolano sul dark web sono principalmente credenziali email, numero di telefono, e dominio email. L’indirizzo postale poi sta diventando un dato personale particolarmente appetibile, perché consente di completare il profilo della vittima e geolocalizzarlo. Nel primo semestre del 2022 l’indirizzo postale completo è stato trovato in combinazione con un numero di telefono nel 70% dei casi.

L’uso di password estremamente banali

Il livello di vulnerabilità degli account è amplificato in modo esponenziale dall’uso di password estremamente banali. L’utilizzo di codici di accesso particolarmente semplici potrebbe sembrare un modo pratico per ricordarli, ma comporta un elevato rischio per la sicurezza. Le password restano tra le informazioni riservate che maggiormente circolano in modo indebito: spesso si tratta di combinazioni di numeri e lettere poco articolate (al primo posto della top 10 si colloca la sequenza ‘123456’). Ma se in Italia tra le password più comuni rintracciate sul dark web si trovano anche nomi propri e nomi di squadre di calcio, nel primo semestre 2022 compaiono anche ‘iloveyou’ e ‘secret. Tutti questi codici possono essere hackerati in un tempo limitatissimo.

Quando email e username sono associati a una password

Quanto alle combinazioni principali tra i dati intercettati sul web, molto spesso le email (88,1% dei casi) e gli username sono associati a una password. E per quanto riguarda i dati personali, spesso al nome e cognome viene associato il numero di telefono (52,2% dei casi), in crescita del +251% rispetto al secondo semestre 2021. Questa combinazione risulta particolarmente preziosa per i frodatori, specie per i tentativi di smishing o sim swapping. Il numero di telefono, quando associato alla password (33,7% dei casi), aumenta considerevolmente il livello di vulnerabilità. Infine, relativamente ai dati delle carte di credito, nel 95,9% dei casi, oltre al numero della carta, sono presenti anche cvv e data di scadenza.

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Commenti su YouTube: un nuovo strumento per i truffatori

Cosa c’entrano YouTube, le cripotvalute e le truffe online? Lo spiega Kaspersky: l’instabilità dei tassi di cambio delle criptovalute ha portato i cybercriminali a scovare nuovi modi per incastrare le proprie vittime. Gli esperti, infatti, hanno assistito a uno schema insolito in cui gli attaccanti promuovono falsi servizi legati alle monete virtuali su YouTube. I truffatori cercano di raggiungere le persone interessate a criptovalute a basso costo commentando i video più popolari pubblicati sulla piattaforma. I commenti promuovono una falsa ‘breccia’ nel mercato delle criptovalute: per renderli più visibili i criminali falsificano le statistiche e inseriscono risposte bot per amplificare il commento iniziale.

La vittima viene reindirizzata a un video fake

In pratica, nel commento si invita l’utente a visitare il canale YouTube dell’autore e a guardare un video che fornisce istruzioni su come trarre vantaggio da un presunto bug del tasso di cambio.
Un indizio che dovrebbe creare sospetti, ma che spesso non viene notato dalla vittima, è rappresentato dal fatto che spesso sul canale YouTube a cui si viene reindirizzati non ci sono altri video oltre a quello suggerito nel commento. Il video è chiaramente un fake: le modifiche alle righe dei tassi di cambio sono visibili a occhio nudo e i commenti sono pieni di feedback entusiasti. Il link sotto al video porta a un exchanger fraudolento. Una volta che l’utente arriva sulla pagina web indicata nella descrizione, visualizza una funzione per scambiare bitcoin. Nel momento in cui la vittima utilizza questa funzione il denaro non sarà più visibile.

Come evitare di essere truffati?

A volte le e-mail e i siti web falsi sono molto simili a quelli veri, dipende dall’abilità dei criminali. In particolare, i collegamenti ipertestuali saranno molto probabilmente errati, con errori di ortografia. Tuttavia, i link possono anche essere camuffati in modo da sembrare validi. Per evitare di essere truffati e perdere denaro e informazioni sensibili gli esperti Kaspersky raccomandano di controllare qualsiasi link prima di aprirlo. Per visualizzare l’anteprima dell’URL, è necessario passare il mouse sul link e verificare che non vi siano errori ortografici o irregolarità. È inoltre buona norma inserire nome utente e password solo attraverso una connessione sicura. 

Assicurarsi che la pagina di pagamento e checkout online sia sicura

Per proteggere i dati e le proprie finanze, è buona norma assicurarsi che la pagina di pagamento e di checkout online sia sicura. È possibile verificarlo osservando che l’URL della pagina web inizi con HTTPS anziché con il solito http. Inoltre, accanto all’URL compare di solito l’icona di un lucchetto e la barra degli indirizzi di alcuni browser è verde. Se queste caratteristiche non sono visibili, non bisogna procedere. Ma soprattutto, utilizzare una soluzione di sicurezza affidabile che aiuti a verificare la sicurezza dell’URL, e che permetta di aprire qualsiasi sito in un contesto protetto.

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Google Maps ha un antenato italiano: IperMilano

Google Maps è diventato lo stradario 2.0, uno strumento ormai indispensabile per gestire i nostri spostamenti quotidiani. Non tutti sanno, però, che l’irrinunciabile app di Google ha il suo antenato in Italia. Alla fine degli anni ‘80, due studentesse dell’università statale di Milano, Marina Bonomi e Marcella Logli, laureate nell’anno accademico 1988-89 e oggi manager affermate, hanno presentato una tesi che partendo dal concetto di ipertesto lo applicava alla componente umana e sociale della città di Milano. IperMilano, questo il nome del progetto, era in pratica una sorta di antesignano di Google Maps e di Google Earth, nonché capostipite di una serie di altri progetti realizzati prima su cd-rom, poi attraverso internet, e poi attraverso le piattaforme Ott che oggi utilizzano la realtà aumentata.

Collegare testi, immagini, suoni, video con gli ipertesti

“Lo studio degli ipertesti – racconta Logli in un’intervista alla testata online Giornalettismo – ha dato modo di offrire una sponda alla nostra ricerca. Si poteva mettere insieme testo in sequenza, grazie al linguaggio Hypercard introdotto sul mercato da Apple Computer nel 1987, che aiutava a disegnare pezzi di conoscenze. L’ipermedialità ci consentiva, infatti, di collegare testi, immagini, suoni, video”.
Le laureande hanno quindi immaginato di poter utilizzare questa tecnologia per descrivere la città di Milano.
“Avevamo impostato il progetto secondo tre viste – spiega Bonomi -. La prima vista era quella aerea: dall’alto avevi di fatto il menu di tutta Milano (istituzioni, università, teatri, cultura, negozi) ed era correlato alla mappa interattiva. A mio avviso, si può paragonare a quello che oggi rappresenta Google Maps”.

Tra Google Earth e il metaverso

“La seconda vista era quella naturale o a terra: cliccando sulle varie icone che avevamo realizzato, si passava alla videata con le rappresentazioni fotografiche – continua Bonomi -. È un po’ quello che oggi è Google Earth. Poi, c’era la possibilità di passare da un livello concettuale a un altro: le icone, alcune in inglese e alcune in latino, ci permettevano di accedere alle informazioni su quello che si stava vedendo. Si poteva accedere alle informazioni sul Duomo, sui negozi: questa è la iper-realtà, una sorta di anticipazione del concetto di metaverso”.

L’interfaccia grafica user friendly utilizzava per la prima volta le icone

Per realizzare IperMilano le studentesse lavoravano nell’ecosistema Macintosh, con gli strumenti all’epoca tra i più avanzati in senso assoluto: Hypercard per realizzare ipertesti con link a testi, suoni e video, il linguaggio di programamzione C++ per la simulazione, ad esempio, dell’espletamento di una pratica burocratica nel comune, e ProLog per creare percorsi cittadini indicando un luogo di partenza e uno di arrivo.
Il tutto reso con un’interfaccia grafica user friendly che utilizzava per la prima volta le icone, riporta Adnkronos.
“Abbiamo costruito, con diversi anni di anticipo, una realtà virtuale”, commenta Bonomi. L’elemento nuovo, sottolinea Logli, è stata “sicuramente la riproduzione della realtà artificiale, un preambolo della realtà virtuale”.

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L’Indice dei prezzi tecnologici frena a dicembre

A dicembre 2021 l’Indice dei Prezzi Tecnologici (IPT) conferma la tradizionale contrazione congiunturale dell’ultimo mese dell’anno, e scende di -2,30 punti rispetto a novembre. Dal 2016 è la più elevata diminuzione congiunturale del mese di dicembre degli ultimi 5 anni. Quest’anno la frenata congiunturale di dicembre appare guidata da due settori tecnologici, che già nei mesi scorsi avevano manifestato oscillazioni di prezzi: il settore Entertainment e quello delle Comunicazioni. A livello tendenziale, rispetto a dicembre 2020, al contrario l’IPT ottiene un incremento di +0,65 punti, continuando il trend di crescita dei prezzi su base annua.

Maggiori riduzioni di prezzi per Home Entertainment, AudioVideo e Foto

Per quanto riguarda l’Entertainment, maggiori riduzioni dei prezzi si riscontrano per Home Entertainment (-2,66 punti e -7,12 punti di IPT), AudioVideo (-2,27 punti) e Foto (-2,51). Tuttavia AudioVideo (+7,76) e Foto (+4,53) registrano aumenti consistenti rispetto a dicembre 2020. Decisamente marcate anche le contrazioni congiunturali dei prezzi di alcune categorie di prodotti del settore Comunicazione: Telefonia Mobile (-6,03 punti), Wearable (-3,74) e Networking\Smart Home (-11,16). Da sottolineare come la Telefonia Mobile sia l’unica a registrare un punteggio tendenziale positivo (+0,68) rispetto a dicembre 2020, mentre Networking\Smart Home e Wearable mostrano contrazioni marcate dei prezzi anche anno su anno (rispettivamente, -6,68 e -8,37 punti).

Hardware e PED ribassano i prezzi per stimolare gli acquisti natalizi

Anche Hardware e PED hanno adattato al ribasso i loro prezzi per stimolare l’acquisto durante le festività di fine anno. I prodotti Hardware sono diminuiti di -3,38 punti rispetto a novembre, mentre i prodotti PED decrescono in modo meno accentuato (-1,03 punti di IPT). Diverso è il comportamento di queste due categorie nel rapporto dell’IPT anno su anno: se i prodotti Hardware sono diminuiti di -6,81 punti, al contrario, la categoria PED ha incrementato l’IPT di +6,76 punti. A frenare la contrazione dell’IPT di dicembre 2021 è stata la crescita dei prezzi dei Grandi Elettrodomestici, in particolare quelli Built-in dove si evidenzia un incremento di prezzi rispetto a novembre 2021 (+2,35) e su base annua (+4,52).

Oscillazioni più limitate per i prodotti GED a libera installazione

I prodotti GED a libera installazione invece hanno segnato oscillazioni più limitate di prezzi, sia congiunturali sia tendenziali (+ 0,39 punti rispetto a novembre e -0,27 rispetto a dicembre 2020).
Diversamente dai prodotti GED a libera installazione, sono consistenti le oscillazioni dei prezzi delle Periferiche IT (+7,41 punti e -5,42 punti rispetto a dicembre 2020). Tre categorie di prodotti le sole a registrare incrementi sia congiunturali sia tendenziali dell’IPT sono gli Accessori AV (+1,62 rispetto a novembre 2021 e +4,61 rispetto a dicembre 2020), il Trattamento Acqua (+0,70 e +3,85), e la Telefonia Fissa (+0,41 e +6,81).

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La trasformazione digitale traina la domanda di beni ICT

L’accelerazione del processo di trasformazione digitale sostiene la domanda di beni tecnologici, e nei primi nove mesi del 2021 il fatturato dei beni tecnologici rappresentato dal Panel Distributori ICT di GfK ha raggiunto 6,1 miliardi di euro, con una crescita del +8,4% rispetto lo stesso periodo del 2020. Durante la pandemia la digitalizzazione si è imposta come sistema dominante, permettendo continuità nelle attività quotidiane e superando le barriere fisiche e i confini della fruizione. Contemporaneamente, il processo di digitalizzazione, favorito dal lockdown del 2020, ha dimostrato quanto i processi aziendali possano essere più economici ed efficienti attraverso una riorganizzazione innovativa della forza lavoro, difficilmente immaginabile prima della pandemia.

Risultati incoraggianti per la Distribuzione, nonostante alcune difficoltà

Secondo i dati GfK, basati sulle rilevazioni effettuate nel periodo aggregato gennaio-settembre 2021, il risultato dei primi tre trimestri dell’anno in corso risulta decisamente incoraggiante per la Distribuzione ICT in Italia, ma la performance avrebbe potuto essere anche migliore se la crescita del fatturato del terzo quarter 2021 non fosse stata frenata dalle difficoltà legate alla logistica e dallo shortage produttivo della componentistica. In ogni caso, in Italia la domanda di beni tecnologici resta fortemente sostenuta dall’accelerazione del processo di trasformazione digitale, che si sta estendendo in tutti i settori, non solo aziendali, ma anche nelle famiglie, nella PA e nel settore dell’istruzione.

Canali consumer, notebook e tablet +14,6% a valore

In questi primi nove mesi del 2021, il settore IT, cresciuto del +7,3%, sta ancora beneficiando dell’onda di questi cambiamenti, come dimostrano i trend delle categorie che trainano la supply chain dei canali consumer (+11%), con notebook e tablet che crescono del +14,6% a valore. Ma l’andamento positivo si riscontra anche per i televisori (+12,7), complici i nuovi incentivi per lo switch-off, e il ritorno dei grandi eventi sportivi di questa estate.

Supply chain dei canali business, +6,7%

Il fatturato della supply chain relativa ai canali business cresce invece del +6,7%, ed è sostenuta dalla forte domanda di pc (+8,2), di monitor e signage (+31,1%), oltre che dalla domanda di componentistica hardware (+23,7). Non sono da meno, in termini di crescita, i settori della telefonia (+11,1%), il settore Office (+8,6%) e la Consumer Electronics insieme agli Elettrodomestici (+19%). L’unico settore che mostra un trend negativo è quello dei Servizi (-6,5%), che risulta anche il meno importante per fatturato sviluppato.