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Quando si tratta di investire il proprio denaro 6 italiani su 10 preferiscono rivolgersi a un consulente finanziario, o ad acquisire strumenti idonei ad agire in autonomia.
Il 55,7% degli italiani si dichiara infatti interessato all’educazione finanziaria, ed è disposto a dedicare parte del proprio tempo all’acquisizione o al rafforzamento delle prorpie competenze economiche.

Al contrario, il 42,9% afferma di non avere né tempo né motivazione per accrescere le proprie conoscenze su risparmio, investimento e in generale economia.
In ogni caso, sia il 60,6% dei disinteressati sia il 62,6% degli interessati quando si tratta di investire i propri soldi preferisce il supporto di un esperto.
Lo attesta la Nota per la Comunicazione del VI Rapporto Assogestioni-Censis, dal titolo “Il ruolo dell’educazione finanziaria nella cultura sociale del risparmio degli italiani”.

Occhio a tassi molto alti o guadagni troppo facili

Nel dettaglio, risultano disinteressati all’educazione finanziaria il 38,6% dei giovani, il 40,4% dei 35-64enni e il 50,4% degli over 65. Inoltre, il 58,7% delle persone con basso titolo di studio, il 43,1% con diploma di maturità e il 37,3% tra i laureati.
Il 47,8% degli italiani ha ricevuto proposte di investimento nel trading online tramite social o telefonate che in seguito si sono rivelate truffe. E il 59,5% afferma di essersi più volte imbattuto in pubblicità accattivanti sui social relative a piattaforme di trading online.

L’81,4% dei disinteressati all’educazione finanziaria e l’82,7% di chi si dichiara interessato mostra cautela di fronte a proposte di conti di deposito che offrono tassi molto alti. E il 76,4% e l’81,6% nei confronti di proposte di investimento tramite app di trading che annunciano grandi guadagni con piccole cifre.

Sì al trading online purché affiancati dall’esperto

I dati, dunque, rivelano un atteggiamento complessivamente cauto di fronte alle sollecitazioni anche da parte degli italiani disinteressati all’educazione finanziaria.
Riguardo a coloro che investono in strumenti finanziari, il 48,4% dei disinteressati ricorre a un consulente che lo segue con una certa stabilità e il 36,0% a una banca o un istituto finanziario quando deve procedere a investire.

Tra chi è interessato all’educazione finanziaria le percentuali sono rispettivamente del 52,4% e 48,2%. E il 31,9% degli italiani è propenso a utilizzare piattaforme di trading online purché affiancato da un consulente.
A ritenere che il trading online semplifichi la gestione degli investimenti, ma non sostituisca il consulente, poi, è il 43,2% dei disinteressati e il 53,5% degli interessati.

La professionalità che tutela il risparmio

“Al di là del livello di alfabetizzazione finanziaria, esiste una consapevolezza diffusa sull’importanza di affidarsi a figure professionali nella gestione del risparmio – commenta Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni -. In un contesto segnato da una crescente esposizione a fonti non qualificate e a promesse di guadagni facili, la gestione professionale, svolta da operatori autorizzati e vigilati, costituisce un presidio essenziale per la tutela del risparmio. L’educazione finanziaria svolge un ruolo complementare di strumento di consapevolezza, aiutando le persone a riconoscere il valore della competenza e della trasparenza”.