post

Lombardia, Emilia Romagna e Veneto producono il 41% del Pil nazionale, il 53% circa delle esportazioni italiane e vi risiedono oltre 19 milioni di persone, il 33% dell’intera popolazione presente nel nostro Paese.
Le previsioni di crescita elaborate dall’Ufficio studi della CGIA su dati Prometeia dicono che in Lombardia la stima di crescita per l’anno in corso dovrebbe essere dello 0,95%, in Emilia Romagna dello 0,86% e in Veneto dello 0,80%.

Insomma, anche nel 2024 Lombardia, Emilia Romagna e Veneto saranno le regioni traino del Pil reale nazionale, che stando ai principali istituti di statistica, dovrebbe attestarsi attorno al +0,7%.

Post-Covid: PIL in recupero, non in Abruzzo e Umbria

Se le altre regioni del Centro-Nord cresceranno con incrementi che vanno dallo 0,5% in su, le realtà del Mezzogiorno segneranno una variazione di crescita, ma inferiori al +0,5%.

Misurando la variazione del Pil reale tra il 2024 e il 2019, poi, quasi tutte le regioni hanno recuperato il terreno perduto, ma se nel 2024 la Lombardia può contare, ad esempio, su un Pil del 6,65% superiore al 2019, la Puglia un +6,18% e l’Emilia Romagna +5,62%, le uniche realtà non sono ancora ritornate ai livelli pre-Covid sono l’Abruzzo, con il -0,23%, e l’Umbria, con il -0,26%. 

Le 4 province “battistrada”: Milano, Pavia, Vicenza, Bologna, Modena 

A guidare la classifica del valore aggiunto reale delle 107 province presenti nel Paese è Milano, la cui crescita stimata sarà dell’1,14%. Seguono Pavia (+1,01%), Vicenza (+0,98%), Bologna (+0,95%), e Modena (+0,92%).
Tra tutti i territori analizzati, nove dovrebbero registrare una crescita negativa, scivolando verso la recessione economica.

Le situazioni più difficili parrebbero interessare Crotone e Isernia, entrambe con -0,13%, Ragusa (-0,14%), e maglia nera nazionale, Vibo Valentia, con il -0,23%.
Mettendo a confronto il valore aggiunto previsto nel 2024 con quello del 2019 Rieti registra una variazione pari al +14,34%, la più alta di tutto il Paese. Diversamente, la situazione più critica riguarda Firenze, con il -3,68%. 

La regione più ricca dell’UE? È l’irlandese Southern 

Da un’elaborazione realizzata dall’Ufficio studi CGIA su dati pubblicati dall’Eurostat e riferiti al 2022, nella classifica del Pil pro capite a parità di potere d’acquisto delle 240 regioni presenti nell’Unione Europea, la regione più ricca è l’irlandese Southern, con un importo pari a 101.200 euro. La Provincia Autonoma di Bolzano è il primo territorio italiano, ma nella graduatoria generale si colloca al 13° posto, con 56.900 euro.

Le nostre regioni del Mezzogiorno sono concentrate nella parte bassa della classifica. La Puglia, ad esempio, è al 200° posto (22.900 euro), la Campania al 205° posto (22.200 euro), la Sicilia al 211° (21.000 euro), la Calabria al 215° posto (20.300 euro).
Fanalino di coda in Ue, la regione bulgara di Severozapaden, con soli 14.100 euro.