Emerge dallo studio AGICI ‘Efficienza e Transizione Energetica – Competitività di modelli integrati’ : per centrare gli obiettivi della Direttiva EPBD al 2030 complessivamente servono 16,2 miliardi di euro di investimenti annui.
Più in dettaglio, il fabbisogno di investimenti stimato per il settore residenziale è pari a 13 miliardi di euro all’anno (78 miliardi in sei anni), per la realizzazione di interventi integrati, che combinano almeno un intervento edile e la sostituzione dell’impianto termico, per un totale di 2,2 milioni di interventi in sei anni.
Per quanto riguarda gli edifici pubblici, il fabbisogno risulta di 2,5 miliardi all’anno (15 miliardi in sei anni). Riguardo il settore delle imprese, la stima sul fabbisogno di investimenti è compresa tra 2,6 e 5,4 miliardi entro il 2030, ovvero, 0,7 miliardi ogni anno.
Gli incentivi non bastano ad attrarre gli investimenti privati necessari
In questo contesto, AGICI evidenzia come gli incentivi esistenti non siano sufficienti a stimolare gli investimenti privati necessari. A ciò si aggiunge la crescente difficoltà delle finanze pubbliche di farsi carico delle spese richieste dalla transizione energetica.
Per rispondere a tali esigenze, lo studio sottolinea dunque l’urgenza di un quadro di supporto pubblico più chiaro e stabile, capace di coinvolgere in modo efficace il settore della finanza privata, tra cui banche di sviluppo, fondi di private equity e istituti bancari.
Le logiche di gestione dell’energia stanno cambiando radicalmente. In questo quadro di crescente complessità, gli operatori dell’efficienza energetica agiscono sempre più come system integrator capaci di prestare servizi ampi e diversificati in ottica di una gestione olistica dell’approvvigionamento.
Cresce il fatturato delle imprese del comparto
Si tratta di un’evoluzione testimoniata dai risultati economici: negli ultimi 10 anni, i fatturati aggregati delle aziende del comparto sono aumentati del 62%, passando dai 7,6 miliardi di euro nel 2014 a 12,2 miliardi nel 2023.
Dallo studio emerge che per il settore residenziale unifamiliare, la combinazione integrata di isolamento termico, fotovoltaico, pompa di calore e accumulo (batteria) consente, sul singolo edificio, una riduzione delle emissioni fino al 94%.
Per il modello basato su condomini, il report indica l’integrazione tra coibentazione dell’involucro e teleriscaldamento come la soluzione più efficace, in grado di ridurre l’89% delle emissioni.
Integrare interventi di EE e fonti di energia rinnovabile
Le tecnologie integrate risultano le soluzioni migliori anche per il modello degli edifici pubblici, tra cui scuole e ospedali, pur riscontrando riduzioni delle emissioni più modeste rispetto ai casi precedenti, legate principalmente a vincoli nella capacità di spesa delle amministrazioni locali.
Per il settore dell’industria, secondo il modello individuato da AGICI, l’integrazione tra interventi di efficienza energetica (EE) e fonti di energia rinnovabile permetterebbe un abbattimento del 54% delle emissioni.